Domenico Balzani
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Lecce - Lucia di Lammermoor - 21/02/2007 - 24/02/2007 - 27/02/2007

Pordenone - 14/03/2007

Varese - 17/03/2007

Fidenza - Carmen - 31/03/2007 - 10/04/2007 - 19/04/2007

Timisoara (Romania) - Boheme - 01/05/2007

Timisoara (Romania) - Nozze di Figaro - 20 maggio 2007 - 1 giugno 2007

Roma Caracalla - Pagliacci - 1/8/2007 - 14/8/2007

Ascoli - Barbiere di Siviglia - 17 agosto 2007 - 25 agosto 2007

Palermo - Don Pasquale - 25 settembre 2007 - 28 settembre 2007

Tokio - Boheme - 25 gennaio 2008

Dusseldorf - Elisir d'amore - 20/23 febbraio 2008
Biella - Barbiere di Siviglia - T.ro Regio Torino Tour 14 marzo 2008

Avenches - La Traviata - 19 luglio 2008

 

 

 

Lecce - Lucia di Lammermoor - 21 febbraio 2007

Inizia oggi il mio diario personale. Ho deciso infatti di mettere per iscritto le mie osservazioni e i miei pensieri di viaggiatore e non solo. Desidero infatti esprimere i miei commenti sulle produzioni operistiche alle quali partecipo in veste di cantante lirico. Parlare dunque dei personaggi che interpreto, della musica che canto e del rapporto che ho con gli altri colleghi che insieme a me danno vita  alla più completa forma di rappresentazione culturale che racchiude nel suo essere tutte le altre espressioni artistiche: musica, balletto, scultura, pittura, poesia, etc. E questo meraviglioso contenitore culturale non è niente altro che l’opera lirica. Tra i tanti privilegi che la professione di cantante mi da’ c’è anche quello di visitare nazioni diverse e conoscere culture diverse dalla mia. Ho la possibilità di incontrare persone ognuna con il proprio bagaglio di cultura, esperienza, sentimenti e idee. E da questi incontri ottengo un arricchimento culturale e spirituale notevole; unico e appunto privilegiato. Oggi per esempio mi trovo a Lecce, sono qui per una nuova produzione di Lucia di Lammermoor dove interpreto Enrico Asthon. I miei colleghi sono Annamaria Dell’Oste che interpreta Lucia, Roberto De Biasio che interpreta Edgardo, Danilo Rigosa che interpreta Raimondo, Leonardo Gramegna che interpreta Arturo, Stefano Osbat che interpreta Normanno, Maria Scogna che interpreta Alisa. Il maestro che dirige è Marcello Rota e la regia è affidata a Michele Mirabella. In questa produzione ciò che risalta subito agli occhi è la freschezza sia vocale che scenica degli interpreti. E la visione interpretativa musicale e scenica è improntata sul dare spazio al sentimento e alla passione. Il motore che muove le gesta dei protagonisti è dunque l’amore nelle sue varie forme. C’è l’amore per Lucia da parte di Edgardo che amando trova conforto e calma ai suoi propositi di vendetta nei confronti della famiglia usurpatrice delle proprietà dei suoi avi. C’è l’amore per Edgardo di Lucia, che arriva all’assassinio pur di negarsi al consorte impostogli dal fratello, anche lui innamorato ma del potere. A questi elementi bisogna aggiungerne altri. Ben ci ricorda, dall’alto della sua statura di professore di scienza della comunicazione,  il caro Michele Mirabella, che Lucia è antesignana di un modello femminile moderno, capace di ribellarsi ai giochi di potere familiari, capace di pensare e di agire in modo libero. Mirabella ci porta  ad esempio altre due figure femminili come Madame Bovary e Anna Karenina che nel loro percorso verso l’indipendenza trovano sul loro cammino l’incontro con l’opera lirica e guarda caso assistono alla rappresentazione di Lucia di Lammermoor traendone grande impressione. Lucia è quindi moderna, ama liberamente Edgardo, Donizetti ne mette in risalto la forza con accenti, ora morbidi ora drammatici, che furono inusuali fino al quel momento per una voce femminile. Nel duetto con il fratello ad esempio, sul moderato che precede l’ingresso del canto di Lucia, le strappate dell’orchestra e l’uso delle semicrome, che sara’ poi caro a Verdi, ne delineano un carattere determinato, forte e deciso. A parer mio Lucia accetta di sposare Arturo nella speranza che prima che avvenga il matrimonio il suo Edgardo la venga a salvare e nel proposito che comunque mai ella si darà a un altro fuori che a lui. La figura di Enrico, che mi onoro di interpretare, non può essere ridotta  solo a un carattere violento assetato di potere. Anche lui ama Lucia, forse nei suoi pensieri aleggia una sorta di incesto psicologico per la sorella, forse è geloso di un amore che non avrà mai, essendo egli totalmente immerso nel raggiungimento e nel consolidamento del potere. Ma anche lui mostra a tratti sentimenti nobili e dolci che vengono purtroppo soffocati dall’orgoglio. Stasera abbiamo l’antegenerale. Vedremo quale altro filone interpretativo ci verrà suggerito dal M° Rota, che è veramente una bacchetta capace e dall’inesauribile Mirabella.  torna su / up

Lecce - Lucia di Lammermoor - 24 febbraio 2007 

Ieri c’è stata la generale di Lucia a Lecce. Devo dire senza presunzione alcuna che si è trattato di una bellissima prova aperta al pubblico. Il pubblico presente in sala ha infatti salutato con molti applausi e grande calore il nostro canto. L’interpretazione che abbiamo voluto dare, con questa ricerca di sfumature psicologiche e delineando appieno i drammi interni ad ogni personaggio, ha fatto sì che si creasse un’atmosfera di grande intensità emotiva. Il nostro regista Michele Mirabella ha visto giusto quando ci diceva di introdurre nell’espressione teatrale gli elementi psicologici che fanno sì che accadano le storie. E cioè la difficoltà di comunicare appieno i sentimenti e gli affetti e da qui il sorgere dei rancori delle gelosie e dei conflitti. Se da parte mia cerco modestamente di dare al personaggio di Enrico Asthon i tratti di una gelosia possessiva nei confronti di Lucia e assommo anche la vaga idea di una forma mentis non proprio di tipo normale è chiaro che si percepisce che la “cruda funesta smania” viene fuori dopo un percorso di rancori e gelosie malcelate che alla fine del duetto con Lucia sfogano in rabbia crescente. La Lucia di Annamaria Dell’Oste è veramente la sintesi fra la donna che cerca l’indipendenza e quindi la libertà di amare e la fanciulla dolce e tenera che si rivolge a Edgardo come solo una vera donna innamorata sa fare. L’Edgardo di Roberto De Biasio è l’emblema dell’eroe romantico, solitario, taciturno, pronto ad accendersi di passione ma anche capace di tenerezze che il nostro tenore esprime con accenti vocali ora eleganti ora impetuosi. A Marcello Rota, esperto condottiero sul podio, noi tutti dobbiamo rendere un grazie sincero. Per la pazienza e soprattutto per l’attenta bacchetta che ci propone. Domani la prima. torna su / up

Lecce - Lucia di Lammermoor - 27 febbraio 2007

Il pubblico Leccese ha tributato autentiche ovazioni alla nostra “Lucia”. Abbiamo visto premiato il nostro lavoro, la nostra arte, il nostro amore per la musica e per l’opera. Le recensioni sui giornali sono tutte unanimi nel definire questa “Lucia”: ben cantata, ben diretta e registicamente attuale se non innovativa pur nel rispetto della tradizione. Perché bisogna sempre affermare che chiodo è chiodo, tavola è tavola; e l’opera lirica và fatta con idee nuove ma sempre tenendo conto delle intenzioni del compositore di cui noi cantanti, direttori, registi, scenografi, costumisti, ballerini, coro, orchestra etc, siamo esecutori testamentari delle sue volontà. Veri notai e al contempo artigiani atti alla creazione quotidiana di quell’opera d’arte che si chiama opera lirica. Ben venga il mib di Lucia, il sol di Enrico, il si di Edgardo. Ben venga il duetto spada in pugno tra i due rivali e la scena della pazzia con tanto di cadenza. Ben vengano le scene dipinte e i costumi sgargianti; Signori và in scena l’opera. Il pubblico eterogeneo, numeroso, attento, plaudente, ha da subito premiato noi artigiani della musica. E noi di questo andiamo fieri ritemprati e incoraggiati nel nostro cammino. torna su / up

Pordenone - 14 marzo 2007

Concerto di Beneficenza.

La mia professione mi dà la possibilità di fare qualcosa per gli altri. Oggi con altri tre colleghi fantastici e cioè Annamaria Dell’Oste, Cesare Catani e Fabio Previati, abbiamo onorato il nostro essere artisti impegnati anche nel sociale cantando per una associazione che si occupa del recupero dei bambini e delle madri vittime della miseria che vivono sulle Ande in Argentina. Si tratta di bambini nati dallo stupro di giovanissime ragazze che vivono nella miseria più nera. Il teatro di Pordenone era gremito di gente che venendo al concerto e devolvendo una offerta ha dato una speranza in più per questi infelici.  torna su / up

Varese - 17 marzo 2007

Concerto di Beneficenza

A Varese per il concerto in favore dell’ANDOS che si occupa del sostegno alle donne malate di tumore c’era il pienone. Mi sono divertito un mondo a fare una serata da solo accompagnato dalla pianista Daniela Candiotto. E’ veramente bello poter fare dei concerti per raccogliere fondi per una causa sociale. Ogni volta che posso sono lieto di offrire il mio canto. Ho fatto concerti per l’Unicef, per le famiglie dei carabinieri morti nell’adempimento del loro dovere, per i malati di tumore, per i donatori di sangue, per i tossicodipendenti, per la Caritas. Ogni volta che canto per queste cause finisco il concerto arricchito di qualcosa in più. Mi sento utile, importante. torna su / up

Fidenza - Carmen - 31 marzo 2007

Oggi sono a Fidenza dove ho iniziato le prove di Carmen. Fidenza è una bellissima città di provincia vicino a Parma che mantiene viva la tradizione operistica nel tessuto culturale e nella vita quotidiana dei propri abitanti. Grazie a un comitato di veri amanti dell’opera  la stagione teatrale di Fidenza propone ogni anno dei titoli importanti con poche risorse finanziare ma con l’apporto di cantanti di fama che vengono qui per debuttare nuovi ruoli e rodarli prima di interpretarli poi altrove. E’ per me un grande piacere debuttare qui il ruolo di Escamillo. Sono molto contento di poterlo fare in una situazione congeniale: innanzitutto la presenza in cabina di regia di un artista colto, sensibile e preparato, quale è Vincenzo Crisostomi che mi sta mettendo nelle condizioni di impostare un personaggio privo di stereotipi e manierismi. Un Escamillo dunque molto introverso, cosciente della sua funzione di officiante di un rito, quello della corrida, dove appunto il torero e’ un ministro che compie il sacrificio dell’uccisione del toro e gli spettatori compiono la loro catarsi, plaudenti, eccitati, ma solo spettatori appunto in un rito, quello della tauromachia, che deve sempre concludersi con la morte del toro. Il vero protagonista del rito-corrida.  torna su / up

Fidenza - Carmen - 10 aprile 2007

Oggi abbiamo fatto la generale di CARMEN a Fidenza. Tutto è andato bene, sia musicalmente sia scenicamente. Il cast è così composto:

Carmen - Renata Lavanda

Don Josè - Giorgio Casciarri

Micaela - Serena Daolio

Escamillo - Domenico Balzani

Fraschita - Scilla Cristiano

Merdcedes - Cristina Melis

Dancairo - Maurizio Leoni

Remendado - Nicola Sette

Zuniga - Giancarlo Tosi

Morales - Riccardo Distefano

Direttore - Giuseppe Finzi

Regia - Vincenzo Grisostomi

Devo dire che le prove di regia e musicali hanno fatto ottenere a tutti noi quella crescita necessaria per portare a compimento un’opera della difficoltà di Carmen. Io che debutto nel ruolo di Escamillo posso dire che sono veramente entusiasta del lavoro svolto e spero che il pubblico che verrà ad ascoltarci apprezzi i nostri sforzi. Abbiamo impostato la nostra Carmen sulla sobrietà e sulla stilizzazione dei gesti e dell’espressione. Il nostro regista Vincenzo Grisostomi ha voluto sottolineare la forza dirompente dell’amore e della passione. Ha voluto mettere in risalto i caratteri di ogni personaggio in modo semplice e per questo ben delineati. La lettura musicale del nostro direttore Giuseppe Finzi è poi improntata anche qui alla sobrietà  e al rispetto della partitura di Bizet. Privandola di ogni sovrastruttura di maniera e regalandocela ripulita e per questo più scorrevole e incisiva. Devo dire che l’edizione critica che noi eseguiamo e cioè quella con i dialoghi originale ci impegna in una recitazione non solo vocale ma anche prosaica che aumenta le difficoltà esecutive ma ci rende interpreti a tutto tondo.  torna su / up

Fidenza - Carmen - 19 aprile 2007

 

La Carmen è stata un grande successo. Di questo bisogna darne atto non solo a noi cantanti ma anche alla sapienza del nostro regista Vincenzo Grisostomi e all’estro del nostro direttore Giuseppe Finzi. Noi abbiamo profuso il nostro impegno perché venisse data al pubblico un opera d’arte ripulita da fronzoli, essenziale, rigorosa nello stile. Abbiamo lavorato sodo perché prevalesse la musica e la recitazione rispetto a sovrastrutture leziose e baroccheggianti. Si è potuto così dimostrare che anche con mezzi esigui si può costruire un prodotto di alta qualità. Il pubblico e la critica ci ha premiati alla grande e di questo andiamo fieri. Un grazie poi deve andare agli amici del teatro di Fidenza, a Giulio, Antonio, al Donati. Essi rappresentano l’amore più puro per l’opera lirica, rappresentano un isola felice di abnegazione e disinteresse. A loro il mio abbraccio più sincero. Nei panni del "toreador" mi sono divertito, ho cantato bene e ho ricevuto veramente tanti applausi. Spero presto di rimettermi nei panni di questo torero, così difficile come ruolo per la tessitura ambigua e pericolosa che va’ dal basso all’acuto nella stessa battuta mettendo a dura prova la tecnica vocale, ma anche così divertente da interpretare, mettendone in risalto l’eleganza dei modi e la signorilità propria dei toreri. torna su / up

Timisoara (Romania) - Boheme - 1 maggio 2007

La Romania è un paese in via di sviluppo. Negli sguardi della gente si vede una grande voglia di rinascita e di dimostrare all’Europa le proprie capacità. Timisoara vive questo progresso, lo si vede dai palazzi antichi che riprendono vita grazie alle ristrutturazioni, ai giardini che vengono curati. E il Teatro dell’Opera vive anche esso un periodo di grande fermento culturale. Merito delle maestranze che vi lavorano, merito del direttore del teatro Corneliu Murgu che dopo una carriera meravigliosa come tenore, (come non ricordare il suo Otello?), affronta il difficile compito di guidare un teatro. Lo fa con una passione, una energia e un amore unico. Consapevole che guidare un teatro d’opera in una nazione che si affaccia all’Europa significa esportare la capacità culturale di un paese. Perché un paese non si misura solo dalla capacità economica ma anche e soprattutto dalla cultura che riesce ad esprimere. Corneliu Murgu  con una classe ed una eleganza non comuni ha voluto fortissimamente rinnovare il teatro d’opera di timisoara. E se i mezzi economici che dispone sono limitati sopperisce con la forza di volontà, invitando in Romania artisti affermati e giovani emergenti da tutto il mondo, creando così già nel teatro quella spinta alla fratellanza dei popoli e allo scambio che si vorrebbe in tutta Europa. Ecco dunque all’interno del festival  che questo mese si svolge al teatro una nuova produzione di Boheme, affidata nella scenografia, nei costumi e nella regia all’italiano Mario de Carlo. La scenografia è nel solco della tradizione, ma la delicatezza e la cura dei particolari dimostrano un gusto e una ricerca accurata. Anche la direzione musicale è affidata a un italiano, Davide Crescenzi. A lui il difficile compito di ridare alla partitura pucciniana quel liricismo espressivo, privandolo di ogni falso languore, riuscendo a sottolineare il dettame pucciniano e a imprimere dinamiche consone alla forza drammaturgica del libretto. Boheme è giovinezza e freschezza allo stato puro e quindi anche il cast giovane. Mimì è una giovane soprano rumena, Cellia Costea, che stà facendo una brillante carriera, Rodolfo è un giovane tenore cileno, Giancarlo Monsalve, il resto della compagnia è formato da promettenti cantanti rumeni: Musetta è Narcisa Brumar, Schaunard è Cristian Rudic, Colline è Octavian Vlaicu. A me il compito di dare vita alle vicende del pittore Marcello. La prima del 30 aprile è stata un successo. Si è cantato bene. Il pubblico si è commosso e Timisoara ha vissuto un giorno di grande musica e poesia regalando, io credo, a Giacomo Puccini un tributo di grazie per la sua musica che ovunque nel mondo commuove, affascina e vive. torna su / up

Timisoara (Romania) - Nozze di Figaro - 20 maggio 2007

Sono iniziate per me le prove  di Nozze di Figaro. Per me è una grande opportunità quella di debuttare il ruolo di Figaro Mozartiano dopo aver per tante volte indossato i panni del Figaro Rossiniano. Quale è la prima differenza che ho riscontrato nel carattere dei due? Secondo il mio modesto parere il Figaro Rossiniano è più giocoso più brillante, innamorato della vita, certo di ogni sua azione, sicuro delle proprie capacità e della propria intelligenza. È conscio del proprio talento e ne fa uso in maniera spregiudicata ma sempre a fin di bene. Il Figaro di Mozart è più riflessivo, nutre dei dubbi sulle proprie capacità. Percepisce delle paure dei limiti che il barbiere rossiniano non ha. Addirittura medita delle vendette. Se nel Barbiere di rossigni Figaro è quasi un amico del conte nel Figaro di Mozart ne è il rivale e non solo come potrebbe apparire a prima vista per ragioni d’amore. Si scontra con il conte su tutta la linea e ne mette in discussione l’autorità che gli deriva dal titolo nobiliare mettendolo in ridicolo soprattutto come uomo che non perde occasione per dimostrare di essere un padrone inetto. I recitativi delle Nozze ci danno un Figaro già proiettato verso il romanticismo ormai alle porte del secolo dei lumi. Se prendiamo in esame il recitativo prima dell’aria “se vuol ballare” il sentimento esce fuori allo scoperto dandoci l’esatta idea della trasformazione di un personaggio giovane e disincantato in un uomo innamorato dubbioso e a tratti malinconico. Nel recitativo poi prima di “aprite un po’ quegli occhi” aria che fu introdotta da Da Ponte  nella composizione del libretto in sostituzione del lungo mongolo politico presente nella piece teatrale di Beaumarchais è poi chiara l’avvenuta maturazione del personaggio Figaro in un uomo pienamente conscio di tutto ciò che gli ruota intorno, e che si rende conto che non sempre ne può essere l’artefice o il macchinatore ma a volte la vittima. La vita, l’amore, i sentimenti familiari,sono soggetti di cui tenere conto in una misura nuova. Ma questo Figaro che potrebbe apparire più debole rispetto al Figaro Rossiniano è pero più vero più reale, meno maschera e più uomo.  torna su / up

Timisoara (Romania) - Nozze di Figaro - 1 giugno 2007

Grande successo per le Nozze di Figaro. Grandi applausi per il sottoscritto che indegnamente ricopriva il ruolo di Figaro. Ma grande successo per tutti gli interpreti che di seguito elenco:

Conte Almaviva - Florin Simionca

Contessa Almaviva - Sofija Pizurica

Susanna - Narcisa Brumar

Figaro - Domenico Balzani

Cherubino - Vikena Kamenica

Marcellina - Jelena Stulic

Basilio / Don Curzio - Lucian Corchis

Bartolo - Iurie Maimescu

Antonio - Marius Gosa

Barbarina - Sara Pagin

Direttore - Davide Crescenzi

Regia - Alexandru  Radulescu

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Roma Caracalla - Pagliacci - 1 agosto 2007

Ed eccomi a Roma per cantare Pagliacci. Le prove sono iniziate da pochi giorni e già si delinea quella che è la natura di questo nuovo allestimento. La regia è affidata ad uno dei nomi più prestigiosi dello spettacolo ovvero Beppe Menegatti. Uomo di grande cultura e di sapienza registica sta guidando tutta la compagnia a riscoprire la vera essenza di questo dramma verista. E ancora una volta il motore che innesca tutti gli altri stati d’animo ridiventa l’amore. Quello vero, quello puro. Nedda non è quindi una concubina, Silvio non è il classico “ganzo” sciupafemmine, Canio non è il povero marito vittima del tradimento. Al contrario Silvio e Nedda si amano per davvero e se non fosse che Nedda è già sposata senza amore a Canio bensì solo per una sorta di ricambio a chi “orfanella in su la via” le ha dato un poco di cibo, i due starebbero insieme felici e contenti. Ma così non è! Da qui il dramma, l’omicidio, la commedia. Già perché il teatro e la vita non sono la stessa cosa e a volte può accadere che la vita superi di gran lunga le immaginazioni e le fantasie del teatro.

 

Il cast è stratosferico:
 

Canio - Vincenzo La Scola / Nicola Martinucci
Nedda - Maria Carola
Tonio - Carlo Guelfi / Devid Cecconi
Silvio - Domenico Balzani
Beppe - Francesco Piccoli

Direttore-Hirofumi Yoshida

 

Roma Caracalla - Pagliacci - 14 agosto 2007

 

Con oggi si conclude l’avventura del sottoscritto a Roma per la produzione di Pagliacci alle Terme di Caracalla. Devo dire che è stata una produzione di notevole impegno. D’altronde cantare all’aperto, anche se supportati da amplificazione, non è affatto semplice. Anzi sono convinto che vengano amplificati più i difetti che i pregi. Comunque è stato un ottimo successo. Semplicemente unico Nicola Martinucci che ha dato prova di una vitalità e di una freschezza vocale che ha del miracoloso. Ma non si tratta di miracolo, si tratta invece di studio costante, di sacrificio, di umiltà e di impegno continuo. Martinucci nonostante abbia superato i sessantanni è ancora un punto di riferimento per ogni tenore e soprattutto un esempio da imitare per qualsiasi professione artistica. Ottima la Nedda di Susanna Bianchini che ha dovuto subentrare, causa indisposizione, a Maria Carola e ottima la prestazione di Carlo Guelfi nel ruolo di Tonio. Un discorso a parte merita Francesco Piccoli che nel ruolo di Arlecchino ha dato prova di grande maestria vocale e indubbia intelligenza scenica. Insomma un bel successo a cui ha contribuito la regia di Menegatti e la conduzione musicale di Hirofumi Yoshida.

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Ascoli - Barbiere di Siviglia - 17 agosto 2007

Ed eccomi ad Ascoli per una nuova produzione di “Barbiere” l’opera che più amo cantare. Ormai Figaro è entrato nel mio DNA. Questo giocoso operatore sociale che disbriga le più svariate faccende, generoso e allegro, sempre pronto al soccorso e all’aiuto, credo che rispecchi per buona parte il mio carattere. Che sorpresa gradita poi ritornare ad Ascoli, una città stupenda ricca di richiami storico-culturali e inoltre meta di ogni buongustaio. La Piazza del Popolo è un vero gioiello di architettura medioevale. La sera, con le luci calde dei lampioni che permettono di godere la vista dei torrioni impreziositi dagli ornamenti a coda di rondine, con gli straordinari caffé dove si può gustare la famosa “anisetta”, tutto sembra portarmi ad una dimensione dove l’incedere delle ore non è angustiato dalla fretta e dallo stress. Il Barbiere debutta il 24 per cui 10 giorni così rappresentano una manna vera e propria per il mio spirito agitato in cerca di calma.

Ascoli - Barbiere di Siviglia - 25 agosto 2007

Il Barbiere di Siviglia è sicuramente l’opera che più amo cantare e Figaro rappresenta per me una seconda pelle. La sua ironia, la sua verve, la sua intelligenza, ne fanno la bandiera dell’ottimismo, del successo che si raggiunge con la tenacia e con l’abnegazione. Ieri, in Piazza del Popolo ad Ascoli, c'erano 2000 spettatori paganti, per sentire cantare nel ruolo di Figaro questo scrivente cantante venuto dalla Sardegna e precisamente da Alghero. Questo incrollabile assertore del motto che è la forza di volontà a muovere le cose. E’ l’abnegazione, lo studio, la pazienza, i sacrifici costanti che danno i risultati. I calorosi applausi di ieri sono per me un motivo per scrivere nel mio diario queste cose e per continuare a studiare ancora di più, per continuare a trasmettere attraverso l’arte del canto valori importanti come l’integrità morale, la fedeltà, il rispetto, l’onestà, l’amore e l’amicizia. Valori di cui molti si riempiono la bocca e alla prima occasione disconoscono in nome di una non meglio definita ipocrita ricerca del subito benessere. Ma Figaro ride della cattiveria subita, si fa beffa dell’ipocrisia e dell’irriconoscenza. Figaro vince con la sua risata che è l’arma dei poveri per combattere i soprusi. Figaro vince con la forza dell’ironia. Vince con la forza dell’amicizia disinteressata dove “all’idea di quel metallo” non rappresenta un inno alla moneta sonante, ma all’amicizia sonante, all’amore sonante. L’amore che comprende comprensione, perdono e quel sano compromesso dove le parti si incontrano tralasciando di misurare chi ha fatto più strada per giungere all’incontro. Perché se si misura la propria strada si perde di vista la strada che ha fatto l’altro; se non si è capaci di perdonare ci si arrocca sul monte dell’alterigia e della superbia. E si vive male. In Piazza del Popolo ad Ascoli ieri c’è stata una grande festa della musica dove cantanti, orchestra, coro, macchinisti, sarte truccatori e spettatori si sono incontrati per sorridere insieme a Figaro.

I miei compagni di viaggio erano:

Rosina - Paola Antonucci

Conte - Roberto Cruciali

Bartolo - Romano Franceschetto

Basilio - Armando Caforio

Berta - Susanne Savic

Fiorello - Leonardo Galeazzi

Direttore-Marco Berdondini

Regia - Lev Pugliese

 

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Palermo - Don pasquale - 25 settembre 2007

Ho iniziato le recite di DON PASQUALE qui al Massimo di Palermo. Nella compagnia amici e colleghi straordinari come Simone Alaimo, Nicola Alaimo, Bruno Praticò. La regia è molto divertente ambientata all’epoca dei telefoni bianchi degli anni venti del novecento. E poi la musica di Donizetti così eccezionalmente precisa nel definire i caratteri comportamentali dei personaggi. A Palermo un clima estivo che rende piacevole dopo le prove il passeggiare lungo le vie centrali di fronte al Teatro Massimo. Il cibo poi così genuino dà sollievo al palato provato per lunghi periodi dell’anno da vettovaglie non sempre saporite. Questo teatro poi mantiene un fascino particolare; per me è uno dei teatri più belli al mondo. L’acustica tra l’altro è fantastica. Veramente un bel periodo di soddisfazioni sia artistiche che personali..

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Palermo - Don pasquale - 28 settembre 2007

La pietanza migliore che si può assaporare a Palermo in questo periodo è per me “involtini di pesce spada”. La freschezza del pesce unita alla sottile fetta di melanzane è una prelibatezza che ognuno dovrebbe assaporare.

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Tokio - Boheme - 25 gennaio 2008

Il Giappone è un paese straordinario. Te ne accorgi arrivando all’aeroporto di Tokio, qui da subito vieni messo a confronto con un sistema di grande organizzazione ed efficienza. La pulizia e l’ordine vigono ovunque e i giapponesi in maniera cortese e sorridente ma allo stesso tempo ferma ed inflessibile ti invitano ad ogni momento al rispetto di questo ordine che deriva da tradizioni e usi antichi. Per le strade i giapponesi camminano ordinati, ben vestiti, fieri del loro passato culturale e del loro presente che li vede all’avanguardia nella tecnologia e nella ricerca. Il New National Theatre è poi un esempio di stile, di efficienza, di modernità e funzionalità. La sala principale ha una acustica formidabile ed è un vero piacere cantarci. Portare in scena Boheme qui è stata una bellissima esperienza. Vedere anche qui nel sol levante la gente commuoversi per le vicende di Mimì, Rodolfo, Marcello, Musetta e gli altri bohemiens è davvero una grande gioia che sollecita ancor maggior impegno e profusione artistica. Io che, modestamente, ho cantato in tanti teatri il ruolo di Marcello, mi sento portavoce da unico italiano della compagnia, a parte lo splendido Maurizio Barbacini il nostro direttore d’orchestra, di una cultura musicale che qui trova un terreno fertile e ricettivo. Certo prima di me ci sono state ben altre figure di cantanti e artisti a promuovere la nostra cultura ma in ogni modo mi son sentito in dovere di dare il più possibile esempio di quella professionalità artistica propria della migliore tradizione italiana. Al di là di ogni retorica credo che se l’Italia avesse maggior riguardo delle proprie tradizioni culturali e  avesse maggior rispetto del valore aggiunto dato alla musica mondiale da parte dei suoi illustri figli (Rossini, Verdi, Puccini, etc) farebbe maggiormente parlare di se che non per le diatribe politiche da repubblica delle banane. Insomma una esperienza bellissima anche per quello che riguarda il cibo. Gli spaghetti migliori? Li potete mangiare qui al ristorante “al dente”. Sfido chiunque a provare il contrario. Insomma non mi son nutrito solo con il sushi per altro (e come non potrebbe) gustosissimo.

BOHEME DI GIACOMO PUCCINI

MIMI’: MARIA BAYO

RODOLFO: SANO SHIGEHIRO

MARCELLO: DOMENICO BALZANI

MUSETTA:  SHIODA MINAKO

SCHAUNARD: MIYAMOTO MASUMITSU

COLLINE:  TSUMAYA HIDEKAZU

BENOIT:  SHIKANO YOSHIYUKI

ALCINDORO: HATSUKANO TAKESHI

PARPIGNOL: KURAISHI MAKOTO

COSTUMI: ALESSANDRO CIAMMARUGHI

SCENE : PASQUALE GROSSI

REGIA: AGUNI JUN

DIRETTORE: MAURIZIO BARBACINI

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Dusseldorf - Elisir d'amore - 20/23 febbraio 2008

Chiamato al volo per sostituire un collega ammalato nella parte di Belcore eccomi catapultato in questo Elisir d’Amore senza prove a cantare per un pubblico molto esigente. Con gradita sorpresa il teatro è splendido e funziona benissimo. E sorpresa maggiore il direttore d’orchestra si chiama Ponnelle ovvero è il figlio del grande regista di teatro d’opera che tanto ha dato per la nostra arte. Con lui mi trovo d’accordo su tante idee musicali e devo dire peccato che non si è potuto provare data l’emergenza che solo per un ora. Comunque grande successo dell’Elisir e grande mangiata di gulasch che amo tantissimo.

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Biella - Barbiere di Siviglia - T.ro Regio Torino Tour 14 marzo 2008

 

Alle 20.30 di sera del 12 di marzo del 2008 suona il mio telefonino. Rispondo e dall’altra parte c’è il caro Roberto Bosio segretario del Regio di Torino. <Che fai?dove ti trovi? > rispondo <sono a casa, perché?> e lui <bè domani puoi venire a Torino per cantare Figaro? abbiamo un emergenza!>. Insomma l’indomani parto per Torino, faccio una prova generale e il 14 canto Figaro. Niente di nuovo a parte che la regia è di Vittorio Borrelli, che stimo come il miglior direttore di palcoscenico in Italia e che anche come regista ha dato prova di sapienza e gusto costruendo una regia sobria, elegante, divertente. Come direttore d’orchestra c’è Sandro Galoppini che è il direttore musicale di palcoscenico del Regio e che ha impresso alla partitura un ritmo e una visione fresca giovanile scevra di barocchismi e in linea con il gusto moderno che vuole raffinatezza e precisione. E il cast poi con la Marina Comparato come Rosina che è una delle migliori mezzosoprano in questo ruolo e non solo in questo. Insomma niente di nuovo a parte che è stata fatta per me una delle più belle esecuzioni di Barbiere Di Siviglia a cui ho partecipato come Figaro. Il merito và a l Teatro Regio a cui mi lega un affetto particolare.


Ed ecco la locandina:

CONTE D’ALMAVIVA      JUAN FRANCISCO GATELL

DON BARTOLO                 EUGENIO LEGGIADRI GALLIANI

ROSINA                              MARINA COMPARATO

FIGARO                              DOMENICO BALZANI

DON BASILIO                    MAURIZIO LO PICCOLO

FIORELLO                          CLAUDIO OTTINO

AMBROGIO                        ANTONIO SARASSO

BERTA                                 MARIA CIOPPI

UN UFFICIALE                   FRANCO RIZZO

 

M° AL CEMBALO              GIULIO LAGUZZI

 

DIRETTORE D’ORCHESTRA    ALESSANDRO GALOPPINI

REGIA                                          VITTORIO BORRELLI

SCENE                                         CLAUDIA BOASSO

COSTUMI                                    LUISA SPINATELLI

LUCI                                             ANDREA ANFOSSI

DIRETTORE ALLESTIMENTO  SAVERIO SANTOLIQUIDO

MAESTRO DEL CORO               CLAUDIO MARINO MORETTI

 

ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO REGIO DI TORINO

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Traviata - Avenches Opera Festival - 19 luglio 2008


Quando grazie alla passione di un cantante lirico come Sergio Fontana è nato il Festival dell'Opera di Avenches la Svizzera, secondo il mio modesto parere, ha accresciuto il suo potenziale di offerta culturale. La “Lirica” richiama spettatori di ogni estrazione che visitando Avenches e i laghi intorno godono della natura, mangiano del buon cibo e ascoltano uno spettacolo unico nell'incantevole Arena Romana. Costruire un festival lirico che richiama circa 60mila spettatori in 9/10 serate estive è un'impresa titanica che richiede grande tenacia e capacità organizzativa. L'amico Sergio Fontana riesce in tutto questo oltre che per le sue doti organizzative anche per la sua ironia che smonta sul nascere ogni complicazione e problema. Cantare nell'Arena della antica AVENTICUM  ha rappresentato per me una grande emozione e ancor di più cantare con colleghi stupendi e bravissimi. Come non essere grato al regista Alfredo Corno di avermi illuminato su alcuni aspetti interpretativi del personaggio di Giorgio Germont, come non ringraziare di cuore il maestro Marsano della pazienza e dei preziosi insegnamenti? E poi cantare a fianco di Patrizia Ciofi che è di una bravura unica di Noemi Adelmann dotata di grande personalità del caro amico Giuseppe Filianoti e di Roberto Sacca è stato per me un grande onore. Ma grande onore è stato l'essere stato preceduto a cantare nelle prime recite dal mitico Renato Bruson e dal gentilissimo Paride Pandolfo. Un grazie di cuore lo devo poi al Maestro Lukas Karytinos che si è mostrato direttore con una personalità forte e sensibile e che mi ha aiutato a dare il massimo nell'interpretare il difficile ruolo di papà Germont.

 

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